mercoledì, 18 giugno 2008

fs

Rifare l'uomo. Per quelli che credono alla poesia come a un gioco letterario, che considerano il poeta un estraneo alla vita, uno che sale di notte le scalette della torre per speculare sul cosmo, diciamo che il tempo delle speculazioni è finito, rifare l'uomo questo è l'impegno.

Salvatore Quasimodo  intervento in poesia contemporanea 1946

Di Quasimodo ricorre in questi giorni l'anniversario della morte, ma non è per questo motivo che ho optato per questa citazione, bensì per sottolineare il carattere di rinnovamento che si racchiude nella poesia, questa spinta all'umano e verso l'umano, inteso come presa di coscienza che distaccandosi dal verso assume impegno. Io credo poco nella poesia civile e molto nella civiltà della poesia,ma non mi sento di non condividere questa esclamazione forte , quasi un apppello a liberarsi degli orpelli per avere il coraggio di guardare, di sporgersi anche a costo di cadere.

ali oscillano in fioco cielo

labili: il cuore trasmigra

ed io son gerbido

e i giorni una maceria

da oboe sommerso

by alessandro62 | commenti (4) | commenti (4)(popup)
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venerdì, 13 giugno 2008
Ma allora dimmi si aggiunge o si toglie, ci si sottrae o ci si accumula. siamo il prodotto di una potatura o l'incremento di un processo produttivo. Questi scarabocchi sono il frutto di qualcosa che non ho saputo levare o questo oggi è l'addizzione di tanti ieri, dove il rincorrersi dei segni ha prodotto parole e voci. Raccontami cosa c'è dentro le setole nel momento che lasciano colore, voglio arrivare lì con tutta l'incapacità del mondo, raccontami quando hai capito che l'abisso non ha forma, tanto ci siamo stati e da qualche parte siamo risaliti. Si deve lasciare per viaggiar leggeri.
by alessandro62 | commenti (3) | commenti (3)(popup)
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martedì, 03 giugno 2008
Foto0076Questo cartello me l'ha fatto notare Ale, a me era completamente sfuggito, il che probabilmente è tutto dire.
In città sono apparsi migliaia di cartelli, visto che qui ormai si vende, si compra, si affitta tutto, le scritte offrono fratellanza, clemenza, carità, benevolenza....
Questo della foto cerca, cerca alterità.
Al numero di telefono risponde una segreteria telefonica, il messaggio dice :
la vostra richiesta verrà espletata il prima possibile.
Atilo Navi è il suo contrario, Ivan Olita un artista VJ molto giovane.
Che ne pensate ??
by furiogalli | commenti (4) | commenti (4)(popup)
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sabato, 17 maggio 2008


aser53

Il silenzio che ci precede sa che lo raggiungeremo

Edmond Jabès

by alessandro62 | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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domenica, 04 maggio 2008

Il paesaggio incoronato di sole

arte e sangue provengono dalla stessa bocca

che è quella aperta dopo il nubifragio

nel boato della notte, a mezza costa;

ora l'azzurro propone al facile lettore

di separare la terra dall'aria

Cesare Viviani - Una comunità degli animi

La drammaticità e la faciloneria, il convivere del senso tragico che in fondo ha nel lirismo la sua parola migliore e l'incrociarsi del pensiero che vorrebbe non essere in affanno. Piccoli microeventi che tentano di rimanere, perchè vengono detti dalla stessa bocca che può essere canto o voce straziata.


 

 
 
by alessandro62 | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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venerdì, 25 aprile 2008


dc1

L'esser poeti non è un vanto

è solo un vizio di natura

un peso che s'ingroppa

con paura

 

(Eugenio Montale- Diario postumo)

 

Paura che la poesia non basti, perchè essere poeti è essere là dove la poesia si fa, accordarsi al tempo poetico con le sue derive, con le sue istanze e le sue ragioni. Personalmente vivo l'arte come un varco che costantemente mi si ripropone assillandomi con la sua profondità, perchè non necessariamente esiste innalzamento o grandezza, prima di tutto esiste la disponibilità ad affacciarsi, la predisposizione al cadere.

Nell'esecuzione di ogni cosa si nasconde la sua riuscita o il suo fallimento, essere là nel fare, vuol dire sapere di mettere in gioco questo che ti si rivela in ogni riga, in ogni colpo di pennello

spalancandosi

 

Non so se un testamento in bilico

tra prosa e poesia vincerà il niente

di ciò che sopravvive.

(Eugenio Montale- Diario postumo)

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giovedì, 17 aprile 2008

je

" Ogni libro si scrive sulla trasparenza di un addio" Edmond Jabès.

Sul suo timore o sul suo decorso. Allora proviamo a pensare la parola come un surrogato della lontanaza per evidenziarne la sua nullità, o come palliativo per alleviare la transazione di un dolore. No, proviamo a pensare alla parola come gesto d'incompletezza, come condanna del volgare, al cui il logos si consegna umanizzandosi, parola sporca, inquinata che deriva dalla impossibilità di colmare una carenza. La luce scarsa che detta questa trasparenza dove le cose non sono più oggetti, ma visioni sfocate che il pensiero può solo supporre, oggetti del congedo al quale l'uomo ha già detto addio.

by alessandro62 | commenti (13) | commenti (13)(popup)
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domenica, 13 aprile 2008


pb

PERCORSI.......Da ieri c’è una pazza in meno, una coraggiosa in bianco, una persona senza paura, una sfida persa, un Gesto Inutile, un Diverso in meno, un Gesto Folle, una ricerca Finita.
Niente è inutile, nulla Finisce.
Addio
Un inchino.

 A Pippa
Abito bianco
per andare a nozze con la tua morte
e con quella di noi tutti
Ti sei vestita di bianco
ma siccome la tua anima mi sente
ti vorrei dire che la morte
non ha la faccia della violenza
ma che è come un sospiro di madre
che viene a prenderti dalla culla
con mano leggera
Non so cosa dirti
io non credo nella
bontà della gente
ho già sperimentato tanto dolore
ma è come se vedessi la mia anima
vestita a nozze
che scappa dal mondo
per non gridare

Alda Merini
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sabato, 12 aprile 2008

mgi

Ed ho poesia

nel torbido

mio andare

suona

come un beccheggio

di chiglia

Ed ho poesia

per ascoltare

 

da "il dono inquieto " Di Annamaria Ercilli

Annamaria condurrà insieme a me e al chitarrista Stefano Cattoni la serata del 14 maggio a Rovereto, lascio quì una delle molte sue cose che apprezzo. Poetessa di sensibilità rara, vive in trentino , ma di origini liguri, ha nella forza espressiva delle sue immagini un'attenzione agli accadimenti naturali che si è andata via via caratterizzano all'interno del suo percorso poetico. Con il supporto di suoi collage fotografici e le note di Stefano alla chitarra il nostro intento sarebbe quello di riuscire a stabilire una connesione di diverse armonie che verranno concentrate in una frase di Michel Deguy: La poesia come l'amore rischia tutto nei segni

by alessandro62 | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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mercoledì, 09 aprile 2008
ghk
Voglio continuare a pensare alla poesia come qualcosa che succede. La comprensibilità degli accadimenti rende visuale l'emotività permettendo alla comunicazione di non chiudersi. Togliere la patina di non accessibilità vuol dire principalmente riconoscere i materiali con cui la poesia si fa . Scrivere contando sillabe è più facile che restare nel verso libero riempiendolo di senso. Non arriva l'endecasillabo e il settenario arriva un suono che deve farsi creaturale e riconoscibile, arriva il simbolo evocato altrimenti sopraggiungono parole e questo è nulla
by alessandro62 | commenti (8) | commenti (8)(popup)
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